Teatro romano

Di tutto il complesso dei superstiti monumenti archeologici  esistenti a Marina di Gioiosa Jonica, il più importante e il meglio conosciuto è certamente il Teatro Romano (sito in fondo alla Via Indipendenza) che molti secoli or sono, rallegrò lo spirito degli abitanti del luogo.anfiteatro_cultura

Del monumento non rimangono che scarsi avanzi, giacché buona parte dei suoi materiali edilizi venne impiegata in altre costruzioni e specialmente nella costruzione dell’adiacente Torre del Cavallaro, sorta a vedetta e difesa della zona costiera, contro le incursioni delle orde saracene.

L’esistenza dell’edificio era da secoli nota agli abitanti del posto, perché alcune delle sue sovrastrutture affioravano liberamente alla superficie; ma la scoperta “ufficiale” di esso risale all’ ultimo quarto dell’800. Il Teatro venne in parte dissepolto subito dopo la sua  scoperta “ufficiale” ad iniziativa di cultori locali, ma ogni impresa venne poi sospesa, per difetto delle risorse necessarie alla completa esumazione del complesso. Il teatro risulta scoperto nel 1883 in un terreno di proprietà del marchese P.D.Pellicano .La costruzione rinvenuta a Marina di Gioiosa Ionica è un Teatro,non un anfiteatro perché quest’ultima costruzione è stata realizzata e adibita preminentemente per assistere a lotte fra uomini e uomini e animali:l’anfiteatro è una costruzione simile al teatro ma molto più grande. Gli scavi per disseppellire i resti del teatro sono stati  eseguiti nel 1883,1906 e 1925. Gli ultimi lavori di ristrutturazione sono del 1962. I lavori vennero ripresi nel 1906 e proseguiti nell’anno successivo.

Per la sua peculiare conformazione e la sua peculiare struttura (cavea su rilievo artificiale in lieve pendenza, scalae inter cuneos in numero pari, scena sollevata al di sopra del piano dell’orchestra),l’edificio si attiene ad un “tipo di transizione” fra l’architettura teatrale greca e quella latina. Analoghi caratteri di transizione si riscontrano, in Italia, nei teatri latini, a tipo greco, di Trieste, di Fiesole, di Pompei, di Ponza. Perché ispirati a modello greco, questi edifici teatrali sono, come il teatro di Marina di Gioiosa, tutti aperti sul fondale naturale senza “porticus” e senza sfondo artificiale nel proscenio.

L’importanza del monumento gioiosano discende non solo dalla particolare sua fattura di tipo ellenizzante e non solo dal fatto che esso rappresenta uno dei pochissimi edifici teatrali del meridione, ma anche perché possiede il privilegio di essere un teatro a carattere “stabile” mentre, solitamente, i teatri latini avevano carattere provvisorio e traslatorio, venivano perciò eretti con strutture completamente in legname.

Il proscenium (grec. prosènion), ossia il palco destinato agli attori per la recita, presenta due scalette di comunicazione con l’orchestra, le quali servivano per l’accesso del coro dall’edificio scenico alla platea emiciclica. Ora è risaputo che il Teatro Romano, ad  uso normalmente alla “commedia” escludeva generalmente i cori ciclici che erano invece una costante prerogativa del Teatro greco, è noto anzi, che il ruolo del coro nella tragedia greca era di fondamentale importanza.

In linea di massima si può dire che quello che i Greci chiamavano “dramma”, per i Romani era “fabula” che non prevedeva la presenza del coro. Simili elementi di grecità del teatro gioiosano hanno destato in molti che il monumento fosse di conio ellenico anziché latino, se la documentazione nummaria e i bolli figulini ritrovati in loco non avessero fugato ogni possibile sospetto sulla romanità dell’edificio.

Il teatro romano di Marina di Gioiosa, anche se nella modesta entità della sua architettura, non presenta particolari segni dell’esistenza di elementi architettonici e decorativi di eccezionale fattura pure non fu provo di motivi ornamentali, se dall’area dell’edificio provengono frammenti di colonne marmoree, frammenti di antefisse e frammenti di un’ara dedicatoria, pure in marmo,raffigurante a rilievo due cavalieri affrontanti un trofeo.

In questo teatro due pàrodoi (elemento grecizzante anche questo) davano accesso all’orchestra, attraverso due vestiboli sormontati da arcate in muratura. Di queste, dopo il crollo delle volte, non permangono  attualmente che elementi frammentari, sorretti da speroni di sostegno  di recente installazione dei restauratori.

In origine la costruzione della Cavea del “nostro” teatro,probabilmente era costituita da 20 semicerchi,1200 posti a sedere. Si può supporre che nel rifacimento avvenuto nei primi anni del I° secolo a.C.,i gradini,i semicerchi della Cavea sono stati ridotti a 10 e così anche il numero degli spettatori.

La pendenza della cavea ,nei teatri greci,era quasi a livello della scena,mentre nel teatro romano era leggermente rialzata rispetto al  livello della scena. La cavea del teatro “romano” di Marina di Gioiosa Ionica è stata costruita su un rialzo di sabbia e terra riportata. Nel nostro teatro romano sono stati rinvenuti due vasi di terracotta nelle nicchie laterali,inoltre nella cavea a sinistra è stata trovata un’anfora di terracotta con l’apertura verso l’orchestra.

Molti sostengono che il teatro facesse parte di una Villa,proprietà di un “residente ricco e potente”,con adeguato seguito di persone:il teatro quindi veniva utilizzato per spettacoli privati,familiari,ma questa supposizione sembra poco valida e fuori senso per alcuni motivi:

  • Il gran numero di posti disponibili nel teatro,1200;
  • Un vicino porto,Romanò;
  • Una vasta necropoli: le tombe sparse per il territorio dimostrano un numero consistente di abitanti,per cui il teatro è stato costruito per un gran numero di persone.

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Thanks to: Marina di Gioiosa e Gioiosa Jonica – Storia, cultura, tradizioni, usi, costumi – Tesina di storia medievale, A. Sidoti, C. Malara, M. L. Toscano.

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